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Alzheimer: L’importanza della diagnosi precoce

30 Ago

Stiamo assistendo ad una crescita esponenziale del numero di persone affette da Demenze e in particolare da MORBO DI ALZHEIMER. Si tratta di un processo degenerativo che colpisce progressivamente le cellule cerebrali, provocando quell'insieme di sintomi che va sotto il nome di DEMENZA, cioè il declino progressivo e globale delle funzioni cognitive e il deterioramento della personalità e della vita di relazione.

Viene considerata una malattia subdola in quanto si manifesta in modo eclatante solo quando il processo neurodegenerativo è ormai cronicizzato ed i sintomi devastanti. Tuttavia se un soggetto manifesta persistenti difficoltà di memoria, di ragionamento, di linguaggio o nella capacità di pensare in maniera adeguata, questi segnali non vanno assolutamente minimizzati o peggio ignorati, perché potrebbero essere i cosiddetti CAMPANELLI D’ALLARME della malattia. Analizziamoli nello specifico:

  • AMNESIE: uno dei segnali più comuni della malattia di Alzheimer è la perdita di memoria. Il soggetto comincia ad avere difficoltà nel ricordare ciò che è accaduto di recente (ad esempio cosa ha mangiato a pranzo) o dove ha riposto degli oggetti.
  • DIFFICOLTA’ A PORTARE A TERMINE COMPITI SEMPLICI: tutte quelle attività che prima si facevano con facilità ora risultano più complicate (ad esempio vestirsi da soli o preparare una ricetta che prima era familiare).
  • DISTURBI DEL LINGUAGGIO: il soggetto ha difficoltà nel denominare un oggetto, pur riconoscendolo, e spesso, per arginare tale difficoltà, utilizza termini inesatti o parole più semplici; inoltre ha la sensazione di avere la parola cercata “sulla punta della lingua”, senza riuscire ad esplicitare il concetto che ha in mente.
  • DIFFICOLTA’ DI RAGIONAMENTO E PIANIFICAZIONE: diventa sempre più difficile eseguire semplici calcoli o condurre un ragionamento logico e lineare; una delle difficoltà più comuni riguarda l’incapacità di gestire in maniera adeguata il denaro, facendo spese esagerate o prive di utilità. Inoltre, un malato di Alzheimer può mettere gli oggetti in luoghi davvero singolari, come un ferro da stiro nel congelatore o un orologio nel barattolo dello zucchero e non ricordarsi come siano finiti lì.
  • DISORIENTAMENTO TEMPORALE: il soggetto tende a perdere la cognizione del tempo, a confondere le date, i giorni della settimana o le stagioni dell’anno.
  • DISORIENTAMENTO SPAZIALE: si verifica una perdita significativa della capacità di orientarsi sia alla guida sia a piedi, i percorsi abituali diventano complicati, anche il tornare verso la propria abitazione può generare confusione e disorientamento.
  • DIFFICOLTA’ A PERCEPIRE LE IMMAGINI E I RAPPORTI SPAZIALI: si possono avere difficoltà a leggere, a giudicare le distanze e a stabilire il colore o il contrasto delle immagini (occorre però fare una diagnosi differenziale per escludere che si tratti di problemi visivi legati ad esempio alla cataratta).
  • IRRITABILITA’ E DELIRIO: sono frequenti gli episodi in cui il soggetto appare molto irascibile, accusa le persone che gli sono intorno, attuando comportamenti fino ad allora assenti; possibili sono anche i deliri, di natura soprattutto persecutoria (il soggetto diventa sospettoso e diffidente anche con i propri familiari ed è convinto al di là di ogni logica di essere maltrattato, accusato ingiustamente o perseguitato).
  • ANSIA E DEPRESSIONE: frequenti episodi di ansia, agitazione e deflessione del tono dell’umore.
  • APATIA E ABULIA: perdita di interesse verso le persone care e tutte quelle attività che prima risultavano fonte di interesse e piacere; il soggetto può rinunciare alle attività sociali e relazionali e al contempo gli hobby, i progetti di lavoro o le attività sportive vengono tralasciati.

Al momento non esiste un protocollo certamente efficace di prevenzione della malattia, ma ci sono dei SINTOMI che, se riconosciuti in tempo, possono permettere un INTERVENTO PRECOCE da parte dello specialista.

Di qui l'importanza di una DIAGNOSI PRECOCE attraverso un ESAME NEUROPSICOLOGICO (consistente nella somministrazione di specifici test) che consente di portare alla luce eventuali DEFICIT (anche lievi) a carico delle principali funzioni cognitive (PERCEZIONE, MEMORIA, ATTENZIONE, LINGUAGGIO, PROBLEM SOLVING, FUNZIONI ESECUTIVE, ORIENTAMENTO SPAZIO-TEMPORALE), rendendo quindi PRECOCE anche l'INTERVENTO.

I Disturbi Cognitivi, infatti, possono anche essere presenti molti anni prima che venga formulata una diagnosi certa.

In caso di diagnosi precoce, attraverso un intervento di STIMOLAZIONE e RIABILITAZIONE NEUROCOGNITIVA, è possibile rallentare il deterioramento, mantenendo un buon livello di autonomia e migliorando la qualità della vita.

Il consiglio è di effettuare annualmente una valutazione dello stato delle proprie funzioni cognitive per individuare precocemente eventuali deficit o deterioramenti ed intervenire tempestivamente. Tale buona prassi è valida per tutti, ma in particolare per coloro i quali hanno familiarità con la malattia in questione.

La Dr.ssa Sara BUTTIGLIONE, Neuropsicologa esperta in VALUTAZIONE e RIABILITAZIONE NEUROCOGNITIVA, effettua (anche a DOMICILIO):

  • ESAME NEUROPSICOLOGICO per la valutazione delle funzioni cognitive e la diagnosi precoce delle demenze;
  • STIMOLAZIONE CEREBRALE e RIABILITAZIONE dei DISTURBI COGNITIVI.