Mercoledì, 06 Giugno 2018 15:28

Scoperta la proteina che allunga la vita

Si chiama beclin-1 ed una proteina cruciale nei meccanismi dell’invecchiamento. Una mutazione in questa proteina infatti riesce a allungare la vita ai topi, facendoli invecchiare molto più lentamente e mantenendoli anche in buona salute.

La scoperta, pubblicata su Nature da ricercatori del Centro per la salute dell’Università del Texas sud-occidentale guidati da Beth Levine, potrebbe portare a nuovi trattamenti e terapie che contrastino l’invecchiamento prematuro e i disturbi legati ad esso.

Lo studio

La proteina beclin-1 è responsabile dell’autofagia, il meccanismo cellulare che permette la degradazione e il riciclo dei componenti cellulari danneggiati. I ricercatori avevano già mostrato in una ricerca precedente che la mutazione di questa proteina aumentava il tasso del riciclo nel cervello e nei muscoli e migliorava le funzioni cognitive dei topi malati di Alzheimer: ora hanno scoperto che la stessa mutazione promuove la longevità e riduce il rischio di sviluppare tumori e diverse malattie legate a cuore e reni.

“Levine e colleghi hanno prodotto dati eccellenti, mostrando che l’autofagia può allungare la vita del 12%”, commenta David Clancy della Lancaster University, non coinvolto nello studio. “Questo lavoro è molto importante, perché completa quello precedente”, dice Ilaria Bellantuono dell’Università di Sheffield, anche lei estranea alla ricerca, “e fa capire che è possibile interferire con i meccanismi dell’invecchiamento, ritardandone i segni”.

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